09/02/2009
Toh, chi si rivede : s'è svegliato Napolitano...
Nella paradossale vicenda che sta riempiendo le cronache di questi ultimi giorni e che riguardano il cosiddetto "caso Englaro" c'è una piccola rivoluzione che è passata inosservata ma che non è meno significativa e esemplificativa di ciò che sta avvenendo a livello politico in Italia. Non c'è dubbio che lo strappo di Berlusconi abbia un fine pretestuoso e sia stato scientificamente costruito per fini diversi da quelli che oggi lo stanno portando sulle prime pagine e nelle headlines. Ma nonostante questo c'è sicuramente da rilevare che sotto il polverone si combattono guerre trasversali che nulla hanno a che fare con il caso di Eluana e che hanno portato Napolitano in una posizione molto scomoda.
Berluscones al fuoco alzo zero
Pensare che l'affondo, scaturito senza alcuna avvisaglia, sul caso del decreto preparato dal Governo sia stato lanciato per cercare di completare quella saldatura tra il Vaticano e la Destra di questo Paese oppure che sia pretestuoso per giustificare un assalto alla Costituzione, tutte e due queste teorie non sono sbagliate in sè ma sono un pò ingenue. Berlusconi ha certamente fiutato la possibilità di creare un collegamento più stretto tra il suo Governo e il Vaticano, soprattutto se questo può essere fatto a costo zero (del resto, nè il decreto nè l'eventuale disegno di legge costerebbero un euro al Governo... è tutto puro simbolismo), in un momento in cui le gerarchie ecclesiastiche hanno bisogno di una sponda governativa più di quanto il Governo abbia bisogno di una legittimazione morale o etica da parte della Chiesa.
Nel cercare una sponda religiosa, il Governo Belusconi richiama, come altri hanno fatto notare, i primi passi compiuti sia da Mussolini che da Hitler che, pur non sopportando le gerarchie ecclesiastiche, ne hanno intuito l'importanza come forza importante per poter gestire parte della società mentre poggiavano le basi di un controllo più stretto su di essa. E in questo momento, come allora e probabilmente più che allora, una Chiesa in difficoltà su tutti i fronti cerca una sponda governativa per ristabilire non solo un autorità morale che non possiede più ma soprattutto un accesso ai gangli delle amministrazioni laiche per poterne trarre dei vantaggi economici. E' una situazione che sicuramente fa storcere il naso a molti nella defunta Forza Italia e in questi giorni, a sorpresa, qualche voce discordante si è levata (gli interventi della Pretigiacomo e di Della Vedova sono solo due esempi) ma nonostante tutto questo, non c'è momento più decisivo per stringere una temporanea alleanza tra la Destra ed il Vaticano.
Può essere questo il motivo per cui si è creato un conflitto istituzionale di questo tipo? Improbabile che sia la ragione principale ma sicuramente ne è una delle cause. Altri, però, evidenziano come l'affondo verso Napolitano abbia giustificato parole scomposte verso la Costituzione e fornito l'alibi per rispolverare la discussione sulla sua modifica (addirittura la Costituzione sarebbe filo-Sovietica...). Ma questo argomento è debole e Berlusconi lo rispolvera più per consuetudine che per convinzione. E' abbastanza furbo da sapere che non è alle TV che deve fare panegirici sulla Costituzione perchè non è certo tra la gente che otterrà il sostegno che gli serve per cambiarla. Non c'è dubbio che l'argomento gli interessi e che lo consideri fondamentale per i suoi obiettivi ma sa che se vuole cambiare la Costituzione deve creare le premesse per ottenere quei due terzi di consensi del Parlamento che gli consentirebbero di non passare per un Referendum confermativo. In passato, ha già verificato che le modifiche costituzionali che dovessero avere bisogno del responso dei cittadini non passerebbero mai perchè, se gli andasse bene, potrebbe riuscire a trovare un 30-35% di consensi. Su questo argomento può solo sperare di tenere alta l'attenzione in modo da cercare di forzare la mano al Parlamento e soprattutto al Pd.
Le finalità dell'offensiva
Se gli altri sono solo obiettivi parziali, serve ovviamente chiedersi quale sia la vera finalità dell'offensiva mediatica che è stata scatenata, considerato che fino a qualche giorno fa non c'è mai stata nessuna avvisaglia su un possibile conflitto tra Berlusconi e Napolitano. Anzi, al contrario, Napolitano si è fatto sin dall'inizio garante di quella grande voglia di accordo che c'è tra il Pd ed i berluscones, cercando di evitare accuratamente qualsiasi attrito che potesse far deragliare questo progetto. Non è più un segreto: lo hanno capito tutti. La cosa è così palese che nelle ultime settimane il Presidente della Repubblica ha attirato diverse critiche, alcune silenziose mentre altre, ad esempio quelle di Di Pietro, assolutamente esplicite. L'idea che potesse essere oggetto di un attacco così forte, tanto da attribuirgli direttamente un presunto omicidio (o eutaunasia), non era prevedibile.
Evidentemente ad Arcore volevano colpire direttamente lui e l'istituzione che rappresenta e metterlo in difficoltà non tanto sull'episodio specifico, quanto "intimidirlo" su qualcosa che probabilmente avverrà in seguito. Non ci sono in fondo altri motivi per scatenare una guerra mediatica contro quello che forse è il Presidente della Repubblica che più sarà accondiscendente verso Berlusconi, soprattutto quando lo si confronta con persone come Scalfaro e Ciampi che hanno creato non pochi grattacapi alle truppe del PdL. Probabilmente si è voluto far capire subito a Napolitano quale potrebbe essere il trattamento che gli verrebbe riservato se si mettesse di traverso quando arriveranno a maturazione progetti di molto più importanti di quello del decreto legato ad Eluana Englaro oppure se non usasse il suo potere per continuare a sostenere e garantire gli accordi Pd-PdL.
Accanto a questo, c'è sicuramente l'insofferenza da parte del PdL di essere limitati da un contro-potere e la volontà di avere maggiore libertà a tutto campo. Ma non ci si può non sorprendere davanti all'attacco che è partito verso il Colle, considerando il ruolo che quest'ultimo ha cercato di avere. Non si può certo non sospettare che mettere in difficoltà Napolitano sia una prova di forza verso il Pd, che ancora una volta ha dimostrato di essere un partito di carta, fondato su un progetto di potere prima che su considerazioni politiche. Da qualche settimana Veltroni ha dovuto abbandonare qualsiasi linea conciliante, non solo sulla pressione del crollo verticale del Pd in tutti in sondaggi ma anche sull'onda della paura che una parte di questo crollo avvantaggi Di Pietro ed il suo partito.
Non è eresia pensare che Berlusconi, che attendeva solo il momento di cominciare a raccogliere il seminato del patto scellerato con Veltroni, si sia irrigidito per il mutamento di posizione che il Pd sta, non certo per volontà ma per necessità, assumendo. Colpendo Napolitano, si colpisce il garante di quel patto, si fa mostra della propria forza politico / mediatica (alludendo al fatto che, volendo, si potrebbe andare avanti da soli) e si preannuncia un periodo di guerra totale nel caso il Pd non torni di nuovo a più miti consigli.
Cosa che Veltroni farebbe volentieri, non fosse che viene ormai ampiamente attaccato sia dalla Destra (Di Pietro) che dalla Sinistra (D'Alema) della sua coalizione. L'annuncio di Bersani che sarà lui a correre in alternativa a Veltroni al Congresso significa una sola cosa: Veltroni è ormai al capolinea ed è ormai di fatto sfiduciato dal suo partito, altrimenti Bersani non si sarebbe mai candidato in maniera esplicita, con il rischio di bruciarsi. Qualsiasi cosa Veltroni abbia potuto promettere a Berlusconi è ormai carta straccia, non essendo più lui a gestire il partito. Il tracollo delle Europee darà solo la possibilità di convocare quel Congresso che ne sancirà l'uscita di scena.
Non che un partito affidato a D'Alema (la Bicamerale la ricordiamo tutti) e Bersani (amico di Confindustria) possa rappresentare una svolta di stampo popolare del Pd, agitato tra l'altro dal conflitto interno con gli ex della Margherita che hanno messo a nudo tutta la loro inadeguatezza ad esprimere qualsiasi posizione politico-culturale autonoma. Rutelli ed i suoi sono ormai preoccupati solo di come mantenere le posizioni ritornando nelle grazie del Vaticano e una guerra sulla vicenda di Eluana Englaro serve anche come messaggio di Berlusconi su come possa spaccare e paralizzare il Pd in qualsiasi momento, semplicemente paventando l'ipotesi di una sponda politica con il Vaticano. Non che a Berlusconi importi del Vaticano (del resto, non dimentichiamo che era massone) ma un PdL teo-dem danneggerebbe principalmente gli ex-Margherita che si troverebbero spiazzati, non essendo più il blocco di riferimento dei preti. Come ha dimostrato la Lega, passare dal dare al papa del mafioso a diventare integralisti cattolici è più semplice che dire 1-2-3. E il PdL non ha certo bisogno di soldi, al contrario di quella che era la situazione della Lega al momento della conversione.
Povero Napolitano
Povero Napolitano! Si è dovuto ricordare di essere stato comunista, almeno a parole! Attaccatto frontalmente dai berluscones, accerchiato dalle critiche dei giannizzeri del Papa di Roma ha scoperto di non essere difeso nemmeno dal suo partito, con i teo-dem del Pd paralizzati dal non sapere cosa dire e gli ex-DS che hanno affidato (tradivamente) a Veltroni e pochi altri una debole difesa del Presidente della Repubblica.
E' rimasto così isolato ed abbandonato che ha dovuto dettare alle agenzie una dichiarazione che evidenziava come, in fondo, la gente, quella normale, fosse con lui. E bravo il Presidente! Adesso gli serve che la gente lo difenda, quindi ! Ma così è troppo comodo, caro Napolitano. Quando "la gente" ti chiedeva di non controfirmare leggi chiaramente incostituzionali atte a garantire a Berlusconi l'impunità, quando passavano leggi razziste e di chiaro apartheid come quelle sugli immigrati e così via, allora non c'era bisogno di fare ciò che "la gente" chiedeva ed era più importante mantenere gli equilibri. Quando si tratta di agire per garantire un patto scellerato tra Veltroni e Berlusconi anche in relazione alla modifica delle Legge Elettorale per le europee, quello che "la gente" pensava e pensa non conta.
Oggi che Berlusconi decide di metterti sulla graticola, isolandoti, attaccandoti direttamente, mettendoti davanti alla necessità di passare da passacarte oppure resistere, beh, lì allora serve l'aiuto delle gente. Troppo comodo! Speriamo che nelle prossime settimane, quando tutto si sarà placato, Napolitano si ricordi di fare ciò che "la gente" gli chiede e non ciò che è funzionale agli accordi tra gruppi di potere, alle spalle dei cittadini.