3/21/2008
La conferma di Zapatero, tegola per il progetto di Veltroni
Non è sorprendente che la conferma di Zapatero in Spagna non abbia suscitato particolari entusiasmi nel Centro-Sinistra italiano e che la cosa sia stata liquidata molto velocemente, nonostante in teoria Zapatero e Veltroni stiano dalla stessa parte. Almeno in teoria.
In effetti, la conferma di Zapatero in Spagna, premiata addirittura da un incremento dei consensi che lo ha portato a raggiungere quasi la maggioranza assoluta, è una tegola non da poco sul progetto veltroniano ed una mina che è stato meglio disinnescare subito.
Sono finiti i giorni in cui ci si congratulava senza riserve quando un partito di Sinistra o di Centro-Sinistra andava al Governo, i giorni di Blair, i giorni di Schroeder. Ma la timidezza con cui il Pd ha accolto il voto spagnolo non è casuale nè segno di una maggiore concentrazione sulle vicende italiane, come si potrebbe pensare. Piuttosto, è il segno del grave imabarazzo che il Pd oggi vive, paralizzato dall'inconsistenza di un progetto di acquisizione del potere che prevale ed ha la meglio su un vero e proprio progetto di governo. Non è un buon segno, perchè
indica chiaramente quella che è la sorte del Pd se e quando fosse al governo, specialmente da solo.
Si può ben intuire che Zapatero sia un pò uno spauracchio per i preti e le orde di loro giannizzeri che si affollano nella politica italiana e non c'è dubbio che una troppo calorosa accoglienza del risultato elettorale avrebbe messo Veltroni in una situazione difficile, più di quanto già lo sia, con le gerarchie ecclesiastiche che hanno già intorno al suo collo un cappio che piano piano stanno iniziando a stringere. Si sta lentamente avvicinando il giorno in cui Walter dovrà pagare il prezzo del patto "contro natura" (per usare un termine caro ai preti) oppure, se preferite, il prezzo del patto con Belzebù.
Da una parte abbiamo quindi un pò di reticenza per problemi di opportunità ma, purtroppo, c'è molto di più e per comprendere perchè questa affermazione turbi i sogni dei neo-Piddiani, bisogna partire prima da una analisi di quello che è stato il primo mandato di Zapatero e la spagna dal 2004 ad oggi.
Se è vero che il paese iberico ha conosciuto un periodo abbastanza florido è proprio sull'Economia che Zapatero si è dimostrato piuttosto debole, non riuscendo ad elaborare una vera e propria strategia economica alternativa a quella della Destra di Aznar.
Se da un lato la Spagna ha goduto di una grande spinta di innovazione culturale e sociale, con riforme che ancora oggi non fanno dormire bene i preti spagnoli e quelli di Roma, dal punto di vista specifico della situazione ecoonomica, questa non si può dire buona nè tendente al miglioramento.
Una economia in forte rallentamento, con una bolla speculativa del settore immobiliare che sta per scoppiare e che si annuncia in proporzione peggiore di quella USA o Inglese, una crisi del sistema finanziario molto preoccupante che porta le Banche spagnole ad essere forse le più indebitate ed esposte al cancro finanziario che si è originato negli USA, seconde forse solo a quelle Inglesi, la
riduzione notevole dell'influenza spagnola in America Latina a causa dell'incapacità di Zapatero di orientare diversamente da Aznar i comportamenti neo-colonialistici delle aziende e delle lobby del suo paese: questi sono solo alcune delle critiche si muovono al leader Socialista, dal quale ci si poteva sicuramente aspettare più coraggio.
Può essere, per trovare una scusa per lui, che non avesse molti spazi di manovra finchè non fosse riuscito a rimuovere le avanguardie conservatrici dai loro posti e in questo la sua battaglia contro la Chiesa spagnola è stata esemplare. Una battaglia vinta, e che porta oggi i vescovi spagnoli a promettere "collaborazione" e a scrivere, in un messaggio, "Le assicuriamo la nostra preghiera perché il Signore le conceda la sua luce e la sua forza per agire al servizio della pace, la giustizia, la libertà e il bene comune" (da La Repubblica).
Il timore dei vescovi spagnoli è in fondo quello dei preti in Italia e quello di Veltroni. Nonostante un quadro economico fosco, la Spagna ha confermato la sua fiducia in Zapatero e, anzi, gli ha riservato qualche consenso in più dell'ultima volta. La loro paura, quindi, è che "it isn't Economy, after all, stupid!".
Gli spagnoli hanno quindi premiato non tanto le scelte di Economia che non si sono rivelate così efficaci, dopo tutto, quanto probabilmente la volontà di riformare la Spagna dal punto di vista sociale e culturale e l'incarnazione di questo obiettivo nella battaglia senza quartiere, ad alzo zero, contro la Chiesa Cattolica, la lobby conservatrice più potente, arrogante e senza scrupoli.
E se anche la situazione Economica non volge al bello, i cittadini spagnoli hanno deciso in maggioranza di confermare Zapatero, inviandogli un chiaro segnale a continuare nelle sue politiche. Questo è un segnale importnate innanzitutto per la Chiesa spagnola che, nonostante le sue campagne e la sponsorizzazione implicita per i conservatori, ha subito una sonora sconfitta e che ora è preoccupata che questa vittoria più che chiara possa portare ad una accelerazione da parte di
Zapatero nel suo progetto di de-ecclesiasticizzazione della società spagnola. Questo timore suggerisce prudenza e nei prossimi mesi, probabilmente, la Chiesa spagnola tenterà di arrivare ad un accordo, abbandonando la linea dello scontro diretto.
Ma soprattutto, la vittoria di Zapatero dimostra che quando si ha un progetto serio e chiaro, non c'è bisogno di cercare accordi e consociativismi per arrivare a governare. Mentre in Italia si costruisce il calderone del Pd, in Spagna si vince contestando e governando contro la Chiesa cattolica. Mentre in Italia si abbandonano battaglie civili per ingraziarsi i preti, in Spagna si dà una accelerazione a queste innovazioni sociali e, ma guarda un pò!, si vince largamente! Questa è la nemesi dell'intero progetto del Pd, la prova che la Sinistra, quella verà, può vincere senza allearsi con Confindustria o con la Chiesa.
E' chiaro che un esito del genere è davvero indigesto per i quasi-neo-teodem veltroniani ed è anche lampante come, dagli USA alla Spagna, la riduzione delle ingerenze e dei privilegi della Chiesa Cattolica sia oggi uno dei temi più importanti e più sentiti, tanto da premiare chi li porta avanti anche quando i risultati in altri campi non siano così sbalorditivi.
La Spagna teme che il rientro nei giochi dei conservatori possa annullare quelle che sono le innovazioni sociali portate avanti in questi anni e possa bloccare le riforme improntate all'Egualitarismo, alla migliore distribuzione delle risorse, ai diritti civili. E vota di conseguenza.
In Italia, invece, il Centro-Sinistra abbandona definitivamente i temi etici che "non devono entrare nella contesa politica" (chissà mai perchè, dico io...), imbarca sfruttatori e sfruttati (asserendo che sono tutti sulla stessa barca... dimenticando che qualcuno su quella barca rema e altri invece comandano) e promette di difendere tutti gli interessi, dei conservatori e dei progressisti, dei lavoratori e delle imprese, dei preti e degli omosessuali, con l'argomento subdolo che la Sinistra,
da sola, non può vincere perchè "quei tempi sono passati".
Eh no, caro Walter: a fare il furbetto del quartierino, ci si lascia lo zampone! Tu sai bene, e fin troppo!, che a mettere insieme sfruttati e sfruttatori alla fine sono i primi a rimetterci. Tu sai bene che una guerra contro le lobby conservatrici costa fatica, ghettizzazione, isolamento e perdita di potere, almeno inizialmente. Ma se è il potere che cerchi, non cercare di farci credere che lo fai "per noi" perchè la Sinistra è un progetto perdente e fuori tempo, un progetto che non ha speranze di vincere. Zapatero ti ha dimostrato che sei hai un progetto serio e sincero, la gente lo capisce e non servono industrie, giornali e omelie domenicali per fare loro cambiare idea.