ROMA - La storia della Luna va riscritta. Quella che era stata elaborata subito dopo le missioni Apollo della Nasa non regge più alle conclusioni degli scienziati che proprio quei campioni di roccia hanno continuato ad analizzare. Ovvero: quando la Luna era ancora giovanissima il suo interno conteneva acqua, si legge in una ricerca a cura di un team dell'Università francese di Notre Dame coordinato da Hejiu Hui e pubblicata sulla rivista Nature Geoscience. Fino ad ora si riteneva che l'acqua presente nelle rocce lunari fosse arrivata dall'esterno, ad esempio portata sul nostro satellite da impatti di meteoriti o comete, o ancora dal vento solare. La presenza dell'acqua, inoltre, è stata sempre considerata successiva al periodo in cui la crosta rocciosa lunare si era solidificata.
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Ha un cervello grande come un chicco di riso e una capacità di calcolo pressoché nulla, ma la sua vita è uno dei misteri più affascinanti della natura. Noto per fabbricare con gli escrementi di cui si nutre delle pallottole più grandi di lui che poi spinge con le zampe posteriori fino all'imboccatura della tana, utilizzandole come riserva di cibo e incubatrice per le uova, il coleottero stercorario (Geotrupes stercorarius) nel tragitto segue sempre una linea retta. Come faccia a orientarsi, gli scienziati se lo sono chiesto per anni: la risposta è ora finalmente arrivata e, come avrebbe detto Kant, sta nel cielo stellato sopra di noi.
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Un giorno molto lontano la Terra aveva due lune. Poi una impattò sull'altra molto dolcemente, quasi planando su di essa e plasmò metà della sua superficie. Questo quadro della storia del nostro satellite ha il pregio di spiegare perché la Luna, quella che oggi splende nei nostri cieli, ha due facce così diverse. Quella che è rivolta a noi infatti, è molto più ricca di pianure rispetto a quella che non si mostra mai e che è molto più ricca di altopiani.
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