
C'è sicuramente una forte componente ideologica nel furore con cui il Governo Monti ha deciso di promuovere la questione dell'art.18 ad intervento necessario per superare l'emergenza della crisi economica e finanziaria. Del resto, nel pacchetto che lo comprendeva tutti gli altri provvedimenti sono per lo meno ininfluenti in relazione alla necessità di generare una crescita dell'Economia italiana e potrebbero essere definiti aggiustamenti minori che magari potrebbero generare effetti positivi limitati ma certo non nell'arco di tempo necessario per contrastare la Crisi in corso. Per dirla con le parole della Camusso, questi provvedimenti non generano un solo posto di lavoro in più.
Le associazioni delle imprese ovviamente sono più che favorevoli a queste modifiche e vedono ad un passo il loro desiderio più ardito ma difficilmente Monti aveva quello ideologico come obiettivo primario. Dico Monti e non menziono la Fornero perché in diverse occasioni ha dimostrato di non avere le idee chiare su cosa dovesse fare: dopo qualche richiamo e qualche sconfessione pubblica, sembra avere capito che non ha alcuno spazio di manovra ma deve fare ciò che le si dice.
Monti avrebbe potuto gestire la cosa con molta più discrezione ed ha invece deciso di andare allo scontro diretto e questo non può che fare sospettare che l'obiettivo più importante sia un altro, visto che è doveroso considerare che l'approvazione delle modifiche e la conseguente libertà di licenziare non determinerà subito una valanga di licenziamenti. Dobbiamo, questo si, evidenziare come questa modifica andrà in incidere più sul ricatto che potrà essere messo in atto verso i singoli lavoratori che non dal punto di vista materiale dei licenziamenti. Una espulsione di massa di persone dai luoghi di lavoro non è desiderabile né avrebbe effetti positivi sulle aziende, anche se alcune useranno certamente le nuove norme per cercare di aggiustare i conti. Monti avrebbe potuto addolcire la pillola recependo qualcuna delle richieste dei Sindacati, ad esempio non prevedendo il diritto al salario di disoccupazione a partire dal 2017 ma introducendone da subito alcuni elementi e probabilmente sarebbe stato in grado di portare a casa il risultato con minori polemiche ed invece è andato allo scontro, provocando la ovvia reazione da parte anche di quei deputati e senatori che capiscono bene che un provvedimento del genere, se non modificato, li spazzerà via dalla scena politica nazionale.
Riassumendo quindi : ricadute sull'incremento dell'occupazione non ve ne saranno e, probabilmente, grandi riduzioni della forza lavoro con ricadute economiche significative per le imprese non se ne verificheranno. Quelle che sono invece le ricadute che, attraverso il ricatto delle nuove norme sull'art.18, le aziende potranno sperimentare ad esempio nell'ambito dell'aumento della produttività o della riduzione dei salari sono comunque ancora fumose e sicuramente non a breve termine dato che queste cose seguono dinamiche molto complesse che dipendono da un nugolo di fattori diversi. Siamo quindi difronte ad un provvedimento estremamente rischioso dal punto di vista politico i cui benefici sarebbero poi oltretutto confinati ad un orizzonte temporale che va decisamente oltre quello politico di Mario Monti e che comunque genera tensioni che potrebbero, solo in teoria, addirittura mettere a rischio la tenuta del Governo stesso.
Ovviamente non ci facciamo illusioni che il PD possa avere uno scatto di orgoglio, considerato che Bersani sa perfettamente che il suo partito è ormai un morto che cammina e che la fine dell'era Berlusconi ha chiuso la (per fortuna) breve era del Partito Democratico.
L'urgenza di Monti può spiegarsi però attraverso una analisi della situazione economica generale e considerando che Monti non è un politico italiano ma soprattutto un esponente dell'oligarchia finanziaria europea. Ciò che fa Monti non riguarda solo l'Italia ma è direttamente ascrivibile agli interessi più generali di quel gruppo di plutocrati che oggi combatte una battaglia più grande e decisiva. Queste persone hanno ovviamente bisogno che la situazione in Italia migliori, a determinate condizioni, perché la loro battaglia riguarda l'intera Europa e non solo la piccola penisola.
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Devo ammettere di essere rimasto un pò stupito dalla Manovra che Mario Monti ha presentato ieri e stupore era quello che ha iniziato a trasudare dai primi commenti di alcuni dei suoi più convinti sostenitori, in particolare dall ex-opposizione al Governo Berlusconi. C'è un misto di incredulità e di sorpresa che, a leggerli bene, emerge da commenti di esponenti dell'UdC, di FLI e dal PD in particolare, perchè possiamo dire tranquillamente che quella che Monti ha presentato è una manovra "tremontiana", da ragionierino, fatta di interventi che sembrano più uno spot indirizzato a qualcuno più frutto di una particolare competenza. Nel puro stile Tremonti, Monti prende tempo, rimanda, ammicca, fa intendere senza dire, con la differenza che per Tremonti questa era una necessità, paralizzato com'era da una maggioranza divisa da interessi diametralmente opposti e dalla volontà di Berlusconi di cercare di lucrare su qualsiasi cosa per diventare "potere a sè stante". Una manovra che è così indecifrabile da leggere negli sguardi dei sostenitori di Monti la domanda da 100 milioni: ma davvero serviva lui e lo squadrone di "super-tecnici" per partorire qualcosa di così incolore ? Qualsiasi deputatino di Palazzo poteva concepire una cosa del genere...
Intendiamoci, il mio giudizio è particolarmente negativo perchè è chiaro che a pagare questi 30 miliardi aggiuntivi dovrebbero essere sempre i soliti noti ma, per essere classista, la Manovra non lo è abbastanza da poter dire che l'intento era quello di essere classista. E tante cose che si davano per scontate e che, tutto sommato, erano accettate ormai da tutti (come l'aumento dell'IRPEF per i redditi più elevati, ad esempio) non sono state inserite ben sapendo che questo avrebbe scatenato perplessità e proteste, soprattutto all'interno di quella larga base parlamentare che ha promesso di sostenere Monti, in particolare il PD. Che, con tutta evidenza, non può confrontarsi con una manovra così pesantemente sbilanciata su misure (dirette o indirette) che colpiscono principalmente le persone più deboli.
Sembrerà strano ma... questa manovra è troppo sfrontata, da una parte, ed è troppo blanda dall'altra. C'è troppa disparità tra le misure destinate a colpire la povera gente e quelle che non sono presenti per aggredire i grandi patrimoni ed i centri di ricchezza, tranne qualche intervento di facciata, e soprattutto c'è troppa rassegnazione in quel parco di interventi che doveva essere il fulcro della manovra e cioè la parte sul cosiddetto "sviluppo" che, a livello europeo, è dal Capitalismo stesso considerato un obiettivo imprescindibile per riprendere il controllo delle diverse società che, come hanno dimostrato le difficoltà della stessa Merkel in Germania, stanno insesorabilmente scivolando verso Sinistra. E non deve essere sfuggita neanche il risultato delle elezioni russe, nelle quali Comunisti e Centro-Sinistra hanno ottenuto un risultato inaspettato in un paese che ha sentito meno i contraccolpi delle recessioni Occidentali e dove Putin rimaneva molto popolare. Questo risultato, così inatteso, andrà approfondito meglio in altra sede ma sono sicuro che i campanelli d'allarme stanno suonando nelle Cancellerie Occidentali.
Era così evidente che una Manovra di questo tipo avrebbe provocato delle reazioni opposte al clima bi-partisan che si era faticosamente creato, che davvero risulta strano che la cosa sia stata ignorata. E infatti, il primo effetto, nello sbigottimento generale di queste ore, è stato quello di riavvicinare i sindacati che, seppure formalmente divisi, hanno tutti proclamato 4 ore di sciopero per Lunedì. Ed è inevitabile che ci sia una convergenza e che questo abbia provocato anche dei distinguo all'interno dell'IdV e di SEL.
Anche perchè tutto il capitolo Sviluppo, che avrebbe dovuto essere il centro della Manovra, è apparso sin da subito di estrema debolezza. I soliti cantieri da sbloccare (ma quante volte sono stati sbloccati ? ), la liberalizzazione dei farmaci di classe C, un miliardo e mezzo (!) di sgravi sull'IRAP per le aziende che assumono e... basta ! Sarebbe questo il grande piano ? Davvero servivano Monti e Passera per una cosa del genere ? E poi un fumoso "fondo di garanzia" per 20 miliardi (20 miliardi ?!?!? ) per le imprese piccole e medie i cui criteri non sono assolutamente chiari e che sembra più che altro uno spot piuttosto che una misura reale e concreta, anche perchè non è accompagnata da nessuna misura specifica che incida sui meccanismi di concessione di queste garanzie che obblighino ad esempio le banche ad aumentare il credito nei confronti delle PMI. E questo nonostante si sia approvata una misura che garantisce i debiti delle banche per 7 anni !
E' chiaro che la manovra è troppo sbilanciata perchè ci si aspetti un supporto dei partiti e delle associazioni vicine ai ceti più deboli. E questo nonostante la semplicissima considerazione che sarebbe bastato poco per far digerire alcune delle misure introdotte senza troppe discussioni. Si pensi alla tassa sui capitali scudati (circa 105 miliardi di euro): con l'attuale misura si recupereranno circa 1,5 miliardi di euro ma basterebbe portarla al 5% (comunque un affarone per chi ha scudato, che alla fine si troverebbe a pagare il 10% totale) per trovare 4-5 miliardi da usare per garantire un reddito minimo a coloro che perdono il lavoro. Voglio dire, non ci vuole davvero un genio a capire che, dando un pò di sollievo a coloro che hanno sentito di più la crisi oggi, questi accetterebbero anche contropartite difficili come l'ennesimo salasso sulle pensioni, anche perchè è evidente che queste persone non possono avere un orizzonte molto lungo per contrattare ma devono pensare al domani, più che ai 5 anni che verranno.
Possiamo pensare che l'arroganza del potere abbia accecato i "bocconiani" che hanno voluto umiliare ancora una volta i lavoratori ed i loro rappresentanti, dal loro podio di banchieri o elitisti, ma davvero pensiamo che il Capitalismo abbia bisogno in questo momento di prove di forza così sfacciate ? E comunque, come detto, è interesse del Capitalismo oggi generare un minimo di ripresa economica per mantenere il controllo su una società che non rimarrà buona e zitta ancora per molto. Tra l'altro, l'Italia era una di quelle nazioni in cui il conflitto sociale, se pur presente e visibile, aveva assunto delle forme di confronto meno radicali che in altri paesi. E' davvero lo scontro ciò di cui oggi il Capitalismo ha bisogno ? L'esperienza di quello che succede negli altri stati europei ci dice di no, che il Capitalismo, pur diviso tra chi è convinto che si possa assestare il "colpo finale" ai lavoratori ed inaugurare un nuovo '800 e chi invece pensa che si sia andati troppo oltre e che sia importante consolidare i successi degli ultimi 30 anni, mostra di temere che la reazione delle masse possa essere eccessiva.
In più, la Manovra Monti è zeppa di una-tantum e di misure dagli effetti incerti o limitati nel tempo, è chiaramente recessiva nella sua iniquità e apporta riforme strutturali di scarso impatto, se non per il loro contenuto simbolico (come le pensioni). Il grosso degli introiti arrivano da misure come l'introduzione dell'ICI, l'aumento dell'IVA e degli estimi catastali che difficilmente possono considerarsi misure davvero strutturali (si pensi all'ICI che dal 2006 al 2011 è stata rimossa parzialmente, poi totalmente e quindi re-introdotta...). Il tutto per una manovra che, con circa 20-30 miliardi di consistenza, è tutto tranne epocale, sia per il riequilibrio dei conti a lungo termine sia per le esigenze a breve termine.
C'è odore di spot in questa manovra, uno spot aggressivo per far intendere che la Borghesia italiana ha ripreso il controllo dopo il vuoto berlusconiano, ma uno spot che tutti sanno essere insostenibile ed indigeribile e che nel giro di poco porterà ad annullare quell'esile equilibrio sociale che era rimasto in Italia. Ad una manovra del genere, la popolazione non potrà che rispondere duramente.
Ma allora a cosa serve ? Viene da pensare che l'obiettivo di questa manovra sia quello di prendere solo un pò di tempo prima di tornare alle elezioni in Primavera, nell'attesa che a brevissimo succeda qualcosa che cambi in modo complessivo la partita ed il gioco e ribalti in modo decisivo la situazione. Ma che cosa potrebbe succedere così a breve termine da cambiare il panorama economico in maniera sensibile prima che le misure di queste Manovra inizino a far sentire i propri effetti ?
(Suggerimento : il default di uno o due paesi dell'area non-Euro ? Un uccellino dice che una certa banca centrale di un paese non europeo ha avvertito le piccole banche di tenersi pronte all'introduzione di una nuova moneta... )