Un mistero lungo venti milioni di anni, sepolto sotto i ghiacci del Polo Sud 1. E' quello racchiuso nel lago Vostok, subglacialegrande come l'Ontario, lungo quasi 250 chilometri e largo 50, profondo 1000 metri, il più grande dei 70 bacini sotto il Polo sud. Forse gli strati che ricoprono il lago sono più recenti, 12mila anni circa. Ma tradotti in misure, equivalgono comunque a tre chilometri e oltre di spessore glaciale, che le trivelle russe impegnate nella spedizione hanno finito di perforare oggi, dopo trent'anni di lavori. La zona di Vostok è ammantata di mistero oltre che di ghiaccio, da sempre. Non ultima la sparizione del team di scienziati impegnati nei lavori in questi giorni, riapparsi improvvisamente dopo una settimana di comunicazioni interrotte. E la vera avventura comincia adesso, perché fare luce sui misteri del lago, l'ambiente che lo circonda e le sue anomalie potrebbero rappresentare per la scienza un episodio non distante per importanza dalla conquista della Luna negli anni 60.
leggi l'articolo
440 views
Gioie e benefici di un buon riposo notturno non erano ignote ai nostri antenati. Che già 77mila anni fa addolcivano il loro sonno usando 'materassi', o più esattamente comodi giacigli preparati con soffici piante locali, alcune delle quali con proprietà insetto-repellenti.
È un team internazionale di archeologi a descriverne su Science 1 la scoperta. Ad oggi risultano i più antichi e sono stati ritrovati nel riparo roccioso di Sibudu - nella provincia di KwaZulu-Natal - sito che negli ultimi anni si è rivelato prezioso per la ricchezza e l'importanza dei reperti che ha restituito, fondamentali per fare luce sulla cultura dei primi uomini moderni nell'Africa meridionale: qui sono state individuate tracce di punte di freccia in osso e monili a base di conchiglie fra i più antichi mai ritrovati, nonché la prima testimonianza di colla, composta da resina e ocra.
leggi l'articolo
695 views
L'acqua su Marte c'è stata. Sulla superficie del pianeta rosso, la missione della Nasa Opportunity ha rinvenuto tracce di gesso, un minerale che prova in modo inequivocabile come in passato sia stata presente acqua liquida nel sottosuolo, in condizioni potenzialmente favorevoli ad ospitare forme di vita.
La scoperta - fatta dal rover Opportunity lanciato nel 2004 insieme al suo gemello Spirit, ormai non più attivo - è stata presentata alla conferenza dell'American Geophysical Union a San Francisco. Le tracce sono state identificate in una porzione del bordo del cratere Endeavour. La venatura studiata da Opportunity è lunga 40-50 centimetri e larga quanto un dito. Lo spettrometro sarebbe una forma idrata del solfato di calcio, probabilmente gesso.
leggi l'articolo
690 views
E' un affascinante mosaico di primitivo e moderno quello che viene descritto come il più vicino antenato del genere umano: la new entry, che ha già acceso il dibattito nella comunità scientifica mettendo in discussione alcune delle teorie dell'evoluzione del genere umano finora più accreditate, si chiama Australopithecus sediba ed è un ominide vissuto circa due milioni di anni fa. Presenta una sorprendente combinazione di tratti che lo rendono molto vicino sia all'uomo che all'australopiteco, che ha indotto i suoi scopritori a candidarlo come il nostro progenitore più prossimo, l'anello mancante fra Lucy, femmina di Australopithecus afarensis vissuta oltre 3 milioni di anni fa in Africa orientale, e i primi esemplari del genere Homo.
leggi l'articolo
1164 views
Le ossa scoperte a Malapa, un sito vicino a Johannesburg, in Sudafrica, e identificate come una nuova specie di ominide, Australopithecus sediba, potrebbero rappresentare quell’antenato del genere Homo che gli studiosi cercano da tempo.
Leggi l'articolo
1329 views
Su Marte ci sarebbe acqua salata in forma liquida, che scorre stagionalmente e in piccole quantità lungo la superficie del pianeta. Lo testimonierebbero alcune tracce scure e lunghe anche centinaia di metri che compaiono sul pianeta rosso solo durante le estati marziane. L'ipotesi è stata presentata dalla Nasa durante una conferenza stampa ed è stata pubblicata su Science dal gruppo di ricercatori coordinato da Alfred McEwen dell'università dell'Arizona.
Leggi l'articolo
1349 views
Un giorno molto lontano la Terra aveva due lune. Poi una impattò sull'altra molto dolcemente, quasi planando su di essa e plasmò metà della sua superficie. Questo quadro della storia del nostro satellite ha il pregio di spiegare perché la Luna, quella che oggi splende nei nostri cieli, ha due facce così diverse. Quella che è rivolta a noi infatti, è molto più ricca di pianure rispetto a quella che non si mostra mai e che è molto più ricca di altopiani.
Leggi l'articolo
1305 views
La cosa dovrebbe ormai essere di scarsa importanza, visto l'esito del referendum, ma è comunque interessante che il dibattito sia approfondito. In questo articolo (in Inglese, su un periodo giapponese), il professor Oshima dimostra come, a posteriori, si possa già stabilire che la produzione di energia nucleare sia la più costosa, considerato il geotermico e l'idroelettrico come alternative.
Leggi l'articolo
Eng : Contrary to power company figures, cost of nuclear power generation highest: research
1262 views
Scoperta la riserva d'acqua più grande dell'universo. Si tratta di un concentrato di vapore acqueo che circonda un quasar, ossia un oggetto cosmico molto primitivo e simile a un stella, e che contiene una quantità di acqua pari a 140 milioni di miliardi quella che si trova negli oceani del nostro pianeta. Si trova a 12 miliardi di anni luce dalla Terra, ed è la più distante mai osservata. La scoperta, pubblicata sulla rivista Astrophysical Journal Letters, si deve a un gruppo di astronomi del Jet Propulsion Laboratory (Jpl) della Nasa e del California Institute of Technology (Caltech).
Leggi l'articolo
1151 views