Se si è amanti del buonumore consiglio di leggere l'esilarante articolo che Massimo Giannini, vicedirettore di Repubblica, ha scritto per l'edizione online del suo giornale. Il magnificat di Giannini suona ancora più grottesco all'indomani della presentazione di quello che Monti (che si crede un Berlusconi più intelligente) ha definito il decreto "cresci-Italia", segno che probabilmente l'articolo era già pronto e predisposto, pronto per essere pubblicato in qualsiasi caso. Ed infatti, l'articolo in sè non affronta nessuno dei temi del decreto, lanciandosi solo in spericolate e sperticate lodi del Governo Monti e di piccole stoccate a Berlusconi, che ovviamente non perde occasione per rendersi ridicolo.
Quindi la montagna ha partorito l'incredibile topolino e capisco bene lo psicodramma nel quale si trova il Partito Democratico che nel giro di un mese incassa una manovra finanziaria da incubo ed un decreto sulla crescita che a dir poco fa ridere, il tutto quando avrebbe vinto a mani basse le elezioni (se ci fossero state) e ora rischia di tirare la volata al Centro-Destra, ancora una volta. Ma parlare male del PD è davvero ormai come sparare sulla Croce Rossa. Non è nemmeno più divertente e non è mai stato utile.
Dopo attenta riflessione, Monti ha scoperto che l'Italia non cresce per colpa dei tassisti e perchè ci sono poche farmacie, senza dimenticare l'annosa piaga dei periti delle assicurazioni che compilano perizie false, affossando così il PIL. Esilarante è dire poco. E il bello è che ci hanno dovuto anche pensare tantissimo... !
L'apparenza è un pacchetto di norme sostanzialmente ininfluenti da un lato, e che richiedono molto tempo per incidere, dall'altro (taxi, Authority varie, tribunali aggiuntivi, Ordini professionali e così via), senza contare che i vantaggi di queste "liberalizzazioni" sono tutti da provare.
Non posso dire di non essere sopreso della pochezza di queste misure, nonostante fossi più che conscio della natura di questo Governo. Qualche settimana fa avevo scritto che mi aspettavo un miglioramento iniziale della condizione generale dell'Economia italiana perchè mi aspettavo che Monti, forte del suo presunto a-partitismo, avrebbe avuto il supporto dei partiti per fare il "lavoro sporco", cioè quella sostanziale rimodulazione dell'Economia italiana necessaria per dare un minimo di parvenza di una Economia di Mercato al nostro paese. Certo, l'obiettivo di questa operazione non era sicuramente il miglioramento delle condizioni degli italiani ma l'apertura alle lobby del Capitalismo globalizzato per fare semplicemente razzia del Capitalismo straccione del nostro paese.
Questo processo, in quasi tutti i paesi è stato accompagnato da un generale miglioramento delle condizioni economiche che consentissero di giustificare le novità introdotte. Tutto il gioco delle liberalizzazioni, ad esempio, si basa su un inganno molto semplice e ben studiato : nel breve periodo, i soggetti che entrano nei mercati liberalizzati avviano operazioni di riduzione dei costi, forti del loro potere economico che consente loro (se necessario) anche di azzerare i guadagni o addirittura di operare in perdita. Si tratta infatti di soggetti che fanno parte di conglomerati economici (multinazionali o altri soggetti "forti") che spesso operano in settori diversi. Questa situazione costringe i precedenti operatori di quei mercati ad assottigliare i propri margini per inseguire non solo i propri concorrenti ma soprattutto l'idea che le "liberalizzazioni stiano funzionando" che l'opinione pubblica (e i media compiacenti) avvalorano. A differenza dei nuovi soggetti, i vecchi operatori spesso operano solo in quel settore e non hanno alcuna flessibilità o margine derivante da altre operazioni o attività. In breve tempo, la maggior parte di questi operatori chiude o cede la propria attività dalla quale non riesce a trarre sufficienti utili ed i nuovi operatori iniziano la fase di concentrazione delle quote di mercato nelle mani di pochi soggetti, cosa che genera una inversione nelle dinamiche economiche che porta i prezzi nuovamente verso l'alto. Il processo termina con ricchi utili per i nuovi soggetti che hanno spazzato via qualsiasi concorrenza e che sono inattaccabili essendo in teoria quel mercato pienamente liberalizzato ma composto da pochi soggetti troppo grandi per essere battuti.
Il temporaneo miglioramento delle condizioni economiche è ciò che consente alle lobby di far ingoiare ai cittadini riforme di ben altra portata nel lungo periodo (si pensi alle pensioni, alle modifiche delle normativa sul Lavoro etc.). Invece, con mia grande sorpresa, non stiamo assistendo ad un fenomeno di questo tipo e da subito Monti ha iniziato semplicemente a far approvare misure che non hanno nè avranno alcuna incidenza sulle condizioni di vita degli italiani. Prima un nugolo di tasse, poi un decreto con una valaga di misure generalmente ininfluenti. A quelli che chiedono, come il PD, una foglia di fico dietro la quale nascondere questa valanga reazionaria, Monti risponde picche. Per capire i rapporti di forza, quando nel PD Bersani, probabilmente sbigottito, ha dichiarato che "si può fare di più e di meglio", Monti ha subito replicato che "il decreto in Parlamento non si tocca", incassando subito una risposta eloquente sempre dal PD : "siamo con Monti fino alla fine". Più chiaro di così...
Sembra una grande prova di forza del Capitalismo, l'aver imposto Monti e poi una agenda che non ha neanche la parvenza di equità sociale, trascinando con sè la Politica tutta. Ma se la si guarda da una prospettiva diversa, questa foga nasconde una grande debolezza perchè enfatizza tutte le contraddizioni nelle quali il Capitalismo stesso è caduto e dalle quali non sa come uscire. E' più che chiaro che continuare nel processo di trasferimento della ricchezza dai ceti popolari a quelli più abbienti, un processo in atto dalla metà degli anni '70 e che quindi sta per coprire due generazioni, non potrà che causare una risposta da parte delle diverse popolazioni e, cosa ancora peggiore per le elite economiche, contribuire a saldare le loro lotte. Questo processo è chiarissimo e la sua evoluzione è visibile ad occhio nudo, nonostante l'incredibile ignavia e mancanza di qualsivoglia idea concreta da parte delle forze socialiste e comuniste, e dopo una lunga gestazione il cui inizio risale alle prime avvisaglie della Crisi (quindi sin dal 2006-2007) e la necessità di trovare una auto-organizzazione che in teoria avrebbero dovuto fornire proprio le forze rivoluzionarie, inizia a mostrare la sua consistenza in forme più tangibili.
E' chiarissimo che per cercare di normalizzare la situazione, le elite economiche dovrebbero interrompere il processo di trasferimento della ricchezza ed iniziare a concedere qualcosa della quantità enorme di risorse che hanno accumulato. In questo senso, le risposte della popolazione greca alle misure che il Governo di Atene sta implementando sotto il ricatto delle forze del Capitalismo europeo sono indicative perchè non solo ormai la Grecia è sull'orlo di una rivoluzione ma le misure approvate non hanno fatto altro che peggiorare la situazione economica del paese ellenico, cosa che ha richiesto ulteriori misure ed inasprito ancora di più la risposta della popolazione. Tanto è vero che recentemente gli sforzi per "salvare" la Grecia si sono affievoliti, essendo abbastanza chiaro che ulteriori misure non potrebbero essere accettate dalla popolazione.
Una evoluzione simile si registra sia in Spagna che in Italia. La pace sociale vacilla e potrebbe probabilmente essere messa in sicurezza con poche concessioni che però le lobby finanziarie ed economiche non sono in grado di fare. Un segnale di estrema debolezza che suggerisce come queste forze percepiscano come decisiva questa battaglia e siano disposte a rischiare la ripresa del conflitto sociale pur di non cedere. Questa posizione non può essere facilmente spiegata se non con una considerazione: il Capitalismo globalizzato considera la propria posizione e la propria supremazia di molto più debole di quanto questa non appaia, tanto da non poter neanche rischiare una inversione di tendenza, seppur momentanea.
E se si osservano la manovra economica di Dicembre ed il decreto annunciato ieri, si nota una importante traccia sotterranea : la guerra scatenata da Monti contro la piccola borghesia italiana. Avvocati (e i professionisti in generale), farmacisti, tassisti : tutto lascia pensare che, sistemati i lavoratori ed i pensionati, ora la grande elite vada a caccia della ricchezza reale del paese, una ricchezza che non è mai stato possibile attaccare a causa dell'enorme evasione fiscale che la nasconde alle statistiche ufficiali. E' noto infatti che la maggiore evasione fiscale non la fanno certo le grandi aziende ed i grandi patrimoni, i quali semplicemente operano nel campo dell'elusione, avendo più mezzi ed infatti Confindustria ha sempre tuonato contro l'evasione fiscale. I Marceglia, Bombassei, Berlusconi o Della Valle hanno decine di modi per eludere il fisco italiano in modo perfettamente legale e non hanno certo bisogno di assumere in nero i dipendenti o di intestare gli appartamenti alla nonna.
Se la tendenza è chiara la domanda resta : perchè rischiare così tanto ? Nessuna delle politiche di contrasto alla Crisi messe in atto, sia essa di espansione monetaria o rigore finanziario, sta avendo effetti positivi e questo è indice della particolarià della situazione e l'incapacità di gestire questa fase storica con le soluzioni tradizionalmente impiegate. Se da un lato il Capitalismo globalizzato ha accumulato enormi ricchezze nominali ed è diventato una forza terribile da fronteggiare, esso ha anche generato una saldatura tra le diverse popolazioni che per ora non sono organizzate o sono organizzate in maniera spontanea (il movimento Occupy è forse la traccia più visibile, sia nel bene che nel male) ma che non tarderanno ad assumere una struttura più definita. La volontà di andare allo scontro indica che non vi sono alternative a questo confronto.
A questo punto bisognerà chiedersi se la ricchezza accumulata dal Capitalismo globalizzato sia solo nominale e se in questa fase esso sia alla ricerca di una chiave per convertirla in qualcosa di più tangibile e questa situazione apre delle enormi possibilità per i movimenti popolari e rivoluzionari. Ammesso che questi sappiano organizzarsi.
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