L’incontro in Alaska tra Trump e Putin si è concluso come si pensava: c’è un accordo abbastanza preciso tra Russia e Stati Uniti su come chiudere la guerra in Ucraina in modo da ripristinare le relazioni tra Mosca e Washington il prima possibile. Del resto, se non fosse stato così i due non si sarebbero nemmeno visti. E cosa preveda l’accordo lo sappiamo dalle reazioni scomposte di oggi da parte dei paesi europei, affidate ad un comunicato congiunto.
Da quel testo possiamo desumere che Trump ha accettato le condizioni di Putin, del resto l’unica soluzione possibile: demilitarizzazione dell’Ucraina, rimozione delle squadracce fasciste dal paese, nessun ingresso dell’Ucraina nella NATO e, a questo punto, nemmeno nella UE; trasferimento dei territori che Mosca ha già liberato. Queste sono sempre state le condizioni richieste dalla Russia e, dalle reazioni della delegazione di Mosca e poi dalle poche parole della conferenza stampa successiva all’incontro, su queste non ci sono grandi difficoltà a trovare una intesa.
Sappiamo anche a grandi linee quali siano le “due o tre cose” che Trump ha definito come da verificare e tra queste c’è per esempio la richiesta agli Stati Uniti perché non vendano all’Europa armi che il Vecchio Continente possa trasferire poi a Kiev, uno dei cavalli di battaglia degli accordi che Trump ha imposto ai suoi ex-alleati. Di fatto, questo significa sciogliere la NATO ed è comprensibile che Trump non possa garantirlo senza che l’Europa accetti la fine delle ostilità. Probabilmente Mosca chiede anche garanzie sul fatto che gli Stati Uniti non procedano a trasferire soldati in Ucraina dopo la fine delle ostilità e impongano la stessa cosa agli (ex-)alleati e probabilmente la richiesta di ritirare i progetti di costruzione di nuovi basi NATO in Romania e Azerbaijan. Altra sensazione è quella che di fatto Trump abbia abbandonato l’idea di un cessate il fuoco e accettato la posizione russa di un accordo per la fine della guerra, una soluzione definitiva.
Fin qui tutto abbastanza scontato, altrimenti come si diceva i due leader non si sarebbero nemmeno visti. Così come è stata scontata la reazione dei paesi europei, ormai trascinati in una guerra che non possono perdere perché qualsiasi accordo che non ripristini la situazione precedente, e cioè l’accesso europeo alle risorse naturali russe, è firmare la propria condanna a morte.
Cosa vogliono le élite USA
Sgombriamo innanzitutto il campo da alcune idee sbagliate: a trattare con Putin ieri non c’era Trump ma l’intero sistema economico USA e soprattutto i capitalisti del paese. Gli Stati Uniti hanno bisogno dell’accesso alle risorse naturali ed altri beni e servizi russi, dal petrolio all’uranio fino al sistema GLONASS usato dai grandi contadini statunitensi per dirigere i veicoli automatizzati. In più spingere la Russia lontano dagli USA non farà altro che, come già succede, che creare un agglomerato con la Cina, una alleanza che gli Stati Uniti non avrebbero alcun modo di indebolire o fermare. Non a caso subito dopo l’incontro Trump parla di Russia e Cina come di “nemici naturali”, nel video di seguito:
“Russia e Cina sono sostanzialmente nemici naturali.
La Russia ha una estensione del territorio pazzesca. La Cina ha un enorme numero di persone e ha bisogno del territorio russo.”
Quello che le élite USA, al contrario di quelle europee, hanno accettato è che la guerra è persa. Le possenti armate NATO addestrate per anni con il solo scopo di muovere guerra alla Russia hanno perso, le armi occidentali si sono rivelate giocattoli costosi. Non c’è modo di vincere la guerra contro la Russia, partizionarla e accedere alle sue risorse. Al contrario, i russi possono continuare a combattere ancora per anni, ne hanno tutte le intenzioni perché per loro la guerra è esistenziale mentre gli Stati Uniti non hanno soldi, mezzi e personale per continuare una guerra a bassa intensità che duri ancora anni: finirebbero in bancarotta molto prima.
Le élite statunitensi hanno semplicemente accettato questa situazione. Forse in futuro si proverà a riprendere la guerra contro la Russia ma adesso il tentativo è fallito, inutile trascinarsi ancora in un confronto costoso che è semplicemente perso. Anche perché le armi a disposizione della Russia stanno facendo impallidire la NATO.
L’accordo che l’Europa non può accettare
Ma se questa considerazione può essere fatta dagli USA è impossibile per l’Europa trovare un accordo su queste basi ed per questa ragione che l’Europa ha di fatto rifiutato la soluzione StatiUniti-Russia. Si è già scritto del perché in modo abbastanza dettagliato in questo post. Il congelamento della situazione senza una vittoria militare o senza sostanzialmente un cambio di completo degli equilibri di potere in Russia lascerebbe l’Europa in una situazione terribile.
L’accesso alle risorse naturali russe, né a buon mercato né a prezzo ragionevole, sarebbe precluso per l’industria europea. Il semplice costo dell’energia oggi è inaccettabile per l’Europa e sta causando la deindustrializzazione del continente. Come per gli Stati Uniti, non è solo il petrolio o il gas ma decine di materie prime che l’Europa non avrebbe più a costi né competitivi né sufficientemente bassi da garantire la prosecuzione della maggior parte delle attività. Niente che sia prodotto in UE sarebbe più competitivo per le esportazioni e moltissimi beni andrebbero importati, facendo così il percorso inverso rispetto a quello che cercano di fare gli Stati Uniti che vogliono ritornare ad essere esportatori e non più importatori.
L’alternativa che gli Stati Uniti hanno preparato con cura, e cioè quella di diventare i fornitori dell’Europa praticamente per qualsiasi cosa anche a costo di comprarla dalla Russia e rivenderla (con giusto profitto, si intende) ai cugini europei, è una condanna non una soluzione. Il sistema produttivo europeo non sarebbe mai più competitivo e la qualità della vita in Europa si ridurrebbe notevolmente, causando ovviamente anche problemi sociali.
Purtroppo, gli europei si sono fatti ingannare dalle oligarchie USA che avevano assicurato una pronta vittoria e, quando si sono rese conto che non sarebbe successo, non hanno più avuto alcuna possibilità di sottrarsi all’abbraccio mortale di Washington avendo ormai investito in modo irreversibile sulla vittoria del confronto militare e avendo chiuso i rapporti con la Russia e tagliato di molto quelli con la Cina.
Gli europei quindi oggi non possono accettare passivamente una soluzione dalla quale Mosca esca sostanzialmente vincitrice e che non porti a nessuno sconvolgimento politico in Russia. Sarebbe la loro fine.
E, come se non bastasse, c’è il problema di avere addestrato alle proprie porte centinaia di migliaia di neo-nazisti che si riverserebbero in Europa con i soldi forniti per la guerra e, magari, anche con le armi.
Il vero significato dell’incontro: USA possono smarcarsi
Se tutte queste cose le sappiamo noi ovviamente le conosce a maggior ragione Trump che non a caso ha evidenziato che lui ha potuto aiutare ad aprire la discussione ma che non può fare accordi per l’Europa né tanto meno per l’Ucraina. Ad europei ed ai loro pupazzi di Kiev spetta ovviamente l’ultima parola ed è proprio questo il significato dell’incontro e dell’aver elaborato un accordo che con tutta evidenza va bene, magari con qualche aggiustamento, sia a russi che statunitensi.
Trump potrà da oggi affermare di avere trovato un accordo con la Russia che fosse soddisfacente per entrambi e preparare il terreno per la ripresa delle normali relazioni con Mosca con la giustificazione che, se questo accordo non va bene, allora è evidente che l’Europa non vuole la pace e la guerra in Ucraina – come ama ripetere – non sia la loro guerra.
Da qui a qualche mese le relazioni tra i due paesi potrebbero iniziare a scongelarsi e, mentre gli europei ci pensano, Washington può approfittarne per fare accordi che la porterebbe in vantaggio sui suoi rivali, consentendole anche di diventare il tramite attraverso cui beni e risorse russe verranno (ri)vendute agli europei come successo nel caso del Nord Stream che gli americani vorrebbero riaprire diventandone loro i gestori e rivendendo così il petrolio ed il gas russo all’Europa.
Intanto gli europei rimarrebbero a leccarsi le ferite ed a gestire tutti i problemi che hanno.
Questo, purtroppo, non è un triste epilogo della situazione ma è sempre stato il piano B USA qualora non fossero riusciti a vincere la guerra. Per capirlo basti vedere cosa ha fatto l’amministrazione di Biden. Per gli oligarchi statunitensi l’idea è sempre stata questa.
Leave a Reply