Da molte settimane l’intelligence russa ha determinato che non esistono più obiettivi strategici da colpire in Ucraina. Praticamente tutte le poche armi usate da Kiev vengono fabbricate in Europa e poi trasferite di nascosto in Ucraina dove spesso i convogli vengono attaccati. Alcune armi non entrano nemmeno sul territorio ma vengono lanciate dagli stati baltici...
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Trump non riesce a vincere la guerra mediatica contro l’Iran ed è costretto a combatterla sul campo
Il modo in cui Trump abbia bisogno di una vittoria mediatica più di quanto abbia bisogno di una vittoria militare è quasi affascinante. Per mesi gli Stati Uniti hanno accettato di garantire all’Iran le condizioni migliori per un accordo, condizioni che evidentemente non possono nemmeno permettersi, purché Teheran avesse consentito a Washington di ottenere una...
Solo due settimane al disastro. Robert Kagan ammette la sconfitta “senza precedenti”
Sta precipitando velocemente tutto il contegno che le diplomazie occidentali hanno mostrato fino ad oggi per il disastro militare in Iran, che segue quello in Palestina e quello in Ucraina. La paura si può leggere nelle cancellerie occidentali dove i toni sono dimessi. Per gli Stati Uniti parlano ormai solo Trump e Rubio ripetendo cose...
La rivoluzione bolivariana ha tenuto ma deve radicalizzarsi per sopravvivere
Gli Stati Uniti hanno dimostrato di non avere la capacità militare di attaccare il Venezuela in un confronto diretto. I russi sono molto sorpresi: hanno dato al Venezuela 24 Su-30MK2V, oltre 50 elicotteri tra 50 Mi-17V5, Mi-35M e Mi-26, due batterie a lungo raggio S-300VM, batterie a corto e medio raggio Buk-M2E e Tor-M1 ,...
L’affronto della Bella-1 troppo grande. Stati Uniti, costretti ad intervenire o ritirarsi dal Venezuela, “attaccano”.
Mentre si attende di avere maggiori informazioni sul rapimento di Nicola Maduro, il Presidente del Venezuela, nella notte tra il 2 ed il 3 Gennaio e le circostanze che hanno portato al rapimento in modo quasi banale, senza un vero intervento dell’esercito venezuelano, l’escalation non è sorprendente. Così come non è sorprendente che gli Stati...
Siria sempre nel mirino. La NATO non riesce a stabilizzarla. Gli Stati Uniti approvano azione contro i curdi. La Resistenza prepara 160mila uomini
Nonostante i grandi sforzi dell’ultimo anno, la NATO non riesce in nessun modo a stabilizzare la Siria. Alcune delle sanzioni che hanno strangolato il governo siriano per anni sono state annullate, supporto quasi illimitato è stato fornito al jihadista al-Joulani ma la situazione resta sempre difficile al punto che diverse agenzie, tra cui quelle israeliane,...
La UE abbaia perché non morde. Non ci sarà nessun attacco preventivo: la NATO è sciolta
Hanno destato sensazione le parole pronunciate qualche giorno fa dal generale NATO Cavo Dragone in una intervista, rilanciate come sempre e non a caso più da politici e da qualche ex-militare che da militari veri in servizio. Da tempo la maggior parte dei militari non parla più è quelli che rilasciano interviste sono sempre pochi...
La Resistenza attacca gli occupanti a Gaza: non ci sarà alcuna pazienza strategica
La Resistenza ha attaccato una pattuglia di soldati israeliani ferendone 4 e probabilmente uccidendone 2. Non ci sarà nessuna pazienza per le violazioni del cessate-il-fuoco e la Resistenza è pronta, anche se preferirebbe di no, a ricominciare la guerra in qualsiasi momento. Nel frattempo, in Cisgiordania iniziano gli scontri contro l’occupante. A Tubas la Resistenza,...
Il piano di Trump era solo fantasia. La posizione dei Palestinesi è complessa ed articolata e Trump sembra averla accettata
Per capire come le trattative sono iniziate basta raccontare una storia: i mediatori egiziani, dopo averla ricevuta, hanno chiesto ai palestinesi ed agli israeliani se avessero capito le mappe che avevano ricevuto. Entrambi hanno riposto che non avevano capito niente, che quelle mappe non erano una cosa seria ed erano solo scarabocchi tracciati da un...
L’Assassinio di Andrey Parubiy dà il via al colpo di stato a Kiev che metterà fine alla guerra?
Subito prima dell’atteso incontro in Alaska tra Trump e Putin si scriveva che la soluzione alla guerra richiedeva un colpo di stato in Ucraina. Le milizie nazifasciste che, nutrite e cresciute dall’Occidente, dominavano nel paese non avrebbero mai accettato la fine della guerra, specie se avessero dovuto ingoiare una palese sconfitta. Ma, si scriveva, nemmeno...





