L’affronto della Bella-1 troppo grande. Stati Uniti, costretti ad intervenire o ritirarsi dal Venezuela, “attaccano”.

Mentre si attende di avere maggiori informazioni sul rapimento di Nicola Maduro, il Presidente del Venezuela, nella notte tra il 2 ed il 3 Gennaio e le circostanze che hanno portato al rapimento in modo quasi banale, senza un vero intervento dell’esercito venezuelano, l’escalation non è sorprendente. Così come non è sorprendente che gli Stati Uniti non siano stati in grado di attaccare davvero il Venezuela.

L’escalation vera era attesa dopo il fallimento di tutti i mezzi di pressione che un governo USA sempre più confuso aveva messo in piedi senza valutare attentamente le conseguenze. In particolare gli annunci da parte di Trump che avevano messo gli Stati Uniti in una situazione in cui o si interveniva in qualche modo militarmente o bisognava ritirarsi, esponendosi ad una brutta figura planetaria.

Dopo aver attaccato innocue barche al largo della costa venezuelana e dispiegato una mezza flotta, Trump si era esposto malamente con una serie di “ordini” che erano presto diventati barzellette. La chiusura dello spazio aereo ordinata qualche settimana fa era disattesa dalla maggior parte delle compagnie aree e aveva costretto l’amministrazione USA a rilanciare con veri e propri atti di pirateria sequestrando alcune petroliere che entravano ed uscivano dal Venezuela. Questo però aveva, comprensibilmente, causato solo un effetto: sia il Venezuela che – soprattutto – Russia, Cina e Iran avevano iniziato a far scortare da loro navi militari le petroliere, impedendo agli USA di intervenire.

Qualche giorno fa però si è consumata quello che è stato un vero e proprio snodo e che ha verosimilmente costretto gli USA ad intervenire. La petroliera Bella-1, partita dall’Iran e diretta in Venezuela, aveva resistito in modo violento al tentativo di dirottamento dei militari USA, sfuggendo poi anche ai soldati di Washington ed iniziando una fuga nell’oceano mentre veniva inseguita dalla Marina statunitense.

I paesi si stavano dunque organizzando per resistere con la forza agli abbordaggi dei pirati USA, violando senza problemi i diktat di Washington in quella che era la sua sfera di influenza più prossima. Ancora più grave agli occhi dell’Amministrazione Trump quello che è successo dopo, con la Bella-1 che in mezzo all’oceano ha effettuato ed ottenuto la registrazione presso la Marina della Federazione Russa, cambiando nome in Marinera

La Bella-1, ora Marinera, ha dipinto una bandiera russa sullo scafo e innalzato la bandiera della Federazione Russa. Subito dopo, la autorità di Mosca hanno contattato gli Stati Uniti intimando loro di smettere di minacciare la petroliera ora diventata russa e costringendoli a ritirarsi.

In quel momento era chiaro a tutti che o gli Stati Uniti fossero stati in grado di attaccare il Venezuela o si sarebbero dovuti ritirare e che Russia, Cina ed Iran stavano organizzando per costringere al ritiro gli Stati Uniti, imponendo il loro volere nelle acque tradizionalmente considerate proprietà USA. Quando ti esponi così tanto, non puoi fare altro che agire di conseguenza o rischi di non essere preso sul serio più da nessuno.

E’ altamente significativo però l’operazione condotta dagli Stati Uniti sia stata altamente inconsistente. Sebbene Trump la presenti come un colpo di stato in realtà non ha sortito alcun effetto visibile se non quello di prelevare Maduro.

I prossimi giorni chiariranno meglio la situazione ma la necessità di un intervento USA era ben chiara a molti, persino nell’Amministrazione USA, che iniziavano a mettere in discussione la strategia complessiva chiedendo o un intervento o il ritiro.

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