Gli “ambientalisti” che consentono il disastro ecologico a Fukushima

Gli “ambientalisti” che consentono il disastro ecologico a Fukushima
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Confusione e caos da ieri quando il Giappone ha iniziato lo sversamento nell’oceano di tonnellate di acqua contaminata dal trizio e da altri elementi nucleari nocivi, con la copertura della IAEA degli alleati occidentali del Giappone che stanno avallando una catastrofe ecologica per difendere il loro alleato che non sa più come gestire l’acqua di risulta del disastro di Fukushima.

Ancora una volta la IAEA si conferma un fantoccio politico nelle mani degli occidentali, come del resto si era visto durante la tragicomica evoluzione della crisi a Zaporižžja, autorizzando e coprendo un crimine contro l’umanità, come lo ha definito il Partito Democratico della Corea del Sud. E’ stato fatto trapelare che l’agenzia avrebbe approvato lo sversamento ma questo non è affatto vero come conferma in un tweet il Direttore dell’IAEA Rafael Grossi che, testualmente scrive:

“Lo sversamento dell’acqua trattata che è attualmente contenuta nei depositi della Centrale Daiichi di Fukushima è una decisione del governo nazionale del Giappone e questo rapporto [dell’IAEA] non raccomanda né avalla questa decisione”.

L’IAEA quindi prende le distanze dall’operazione, negando che non solo che sia una decisione presa con l’IAEA stessa ma anche di appoggiarla. Ma, come ogni organismo fantoccio, non la condanna per consentire al Giappone di rimanere in quella zona grigia e completare lo sversamento.

Il leader dell’opposizione in Corea del Sud ha dichiarato che questa operazione è un crimine di guerra paragonabile a quelli commessi dal Giappone nella Seconda Guerra Mondiale e la stessa definizione di “crimine contro l’umanità” è stata usata dal governo nordcoreano

mentre la Germania ha deplorato la decisione del Giappone. Sia la Cina che Hong Kong hanno già bloccato tutte le importazioni di prodotti ittici dal Giappone, come si apprestano a fare anche altri paesi che importano pesce dal Giappone come Tailandia, Vietnam ed altri. Il solo blocco di Cina, Hong Kong vale tra il 40 ed il 50% delle esportazioni giapponesi ma la situazione è difficile anche in Corea del Sud dove il governo conservatore non ha formalmente bloccato le importazioni ma l’80% delle popolazione è contraria alle azioni del Giappone ed il 60% ha affermato che non consumerà più prodotti ittici, tanto che le aziende si stanno affrettando a preparare una etichettatura che segnali la provenienza non giapponese del loro pesce.

Gli esperti nominati dagli occidentali assicurano che le valutazioni della TEPCO sono corrette e l’azienda giapponese ha addirittura affermato che l’acqua tratta si può anche bere, mentre l’ambasciatore USA in Giappone si appresta ad organizzare una degustazione di pesce per provare la sicurezza dei prodotti ittici giapponesi. E’ ovvio che però le cose non stanno come affermato dalla TEPCO che, altrimenti, non avrebbe innanzitutto bisogno di 30 anni per sversare tutta l’acqua ma potrebbe farlo in tempi più brevi.

Inoltre, il Giappone ha una grande difficoltà nell’approvvigionamento idrico. I giapponesi vanno fierissimi del loro sistema di recupero e riciclo dell’acqua che viene mostrato di seguito.

La domanda quindi è: se l’acqua è così depurata da essere anche bevibile, perché non viene reimmessa in questo complesso sistema di riciclo sempre affamato di acqua che manca? Ma anche se non volessimo decidere di usarla come acqua potabile, perché l’acqua depurata e sicura non viene usata per l’irrigazione?

E’ ovvio che il Giappone e la TEPCO mentono. Non sarebbe la prima volta visti gli scandali che hanno avvolto la TEPCO, accusata molte volte di falsificare i dati per coprire fughe riadioattive.

Ma lo scandalo vero è la copertura che gli occidentali, impegnati in una guerra – come la chiamano loro – contro la crisi ambientale che sta sconvolgendo le vite delle persone, stanno fornendo al loro alleato consentendogli di portare avanti uno dei maggiori disastri ambientali della Storia.

Il Giappone si difende dicendo che le acque sono state trattate secondo gli standard internazionali, cosa che la IAEA conferma, ma il problema è ovviamente che quelle acque non sono acque di risulta normali del processo nucleare ma sono acque che sono entrate in contatto ed usate per raffreddare il nucleo radioattivo della centrale. Il processo di purificazione addizionale che secondo il Giappone è stato portato avanti per ripulirle, contrariamente a quanto affermato, non è stato verificato dalla IAEA che non ha quindi idea del fatto che abbia avuto successo e infatti non avalla né raccomanda l’operazione. Il problema non è solo il trizio, di cui si è parlato, ma i nucleotidi che hanno contaminato l’acqua dopo essere entrata in contatto con il nucleo fuso della centrale. Quell’acqua, oltre al trizio, contiene Carbonio-14 – noto agente cancerogeno che un tempo di decadimento di 5.000 anni – Stronzio, altro noto agente cancerogeno e che causa anche mutazioni. Il processo che dovrebbe avere ripulito l’acqua da questi agenti non è stato verificato dall’IAEA che deve fidarsi delle parole della TEPCO, un mentitore seriale che ha coperto diverse fughe radioattive in passato ma che oggi assicura di non mentire.

Secondo i modelli elaborati della Università Tsinghua di Pechino, lo sversamento contaminerà quasi l’intero Ocean Pacifico in 57 giorni

e poi contaminerà la Cina e gli Stati Uniti in circa 3 anni e il mondo intero in circa 10 anni.

Un disastro che potrebbe avere ripercussione sulla salute devastanti. Anche per questo, oltre al blocco dei prodotti ittici, si stanno organizzando molte proteste. Le più grandi si sono già tenute in Corea del Sud, dove il 25 Agosto il Partito Democratico ha organizzato una manifestazione per chiedere al governo giapponese di sospendere immediatamente lo sversamento nel mare

Gli occidentali, ed in particolare gli Stati Uniti, stanno ovviamente cercando di coprire l’alleato in quella che deve essere la “nuova NATO asiatica”, composta da Giappone, Corea del Sud e appunto USA. Ma gli Stati Uniti potrebbero avere anche un altro obbiettivo: un eventuale problema ambientale che colpisca un’area con le economie tra le più in crescita al mondo, e che possa colpire direttamente anche la Cina dandole problemi economici oltre che sociali probabilmente non è un esito così sgradito.

Come ci può fidare ancora di queste persone quando parlano di Ambiente?

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