Il modo in cui Trump abbia bisogno di una vittoria mediatica più di quanto abbia bisogno di una vittoria militare è quasi affascinante. Per mesi gli Stati Uniti hanno accettato di garantire all’Iran le condizioni migliori per un accordo, condizioni che evidentemente non possono nemmeno permettersi, purché Teheran avesse consentito a Washington di ottenere una vittoria mediatica.
“Non rispondete, ignoratelo, è solo ad uso interno” scrivono ogni volta gli sherpa di Washington agli iraniani. In sostanza, lasciatelo vincere sui social network e avrete quello che volete.
Ma dalle parti di Teheran non se ne parla proprio e quando gli USA hanno provato a forzare la mano per ottenere con la forza la vittoria mediatica che non riescono ad ottenere con un accordo, sono stati ricacciati indietro.
Centoundici missili hanno lanciato stanotte gli iraniani (“la Repubblica Islamica del Giappone” ha detto, lucidamente, Trump) contro circa 80 obiettivi statunitensi dopo l’attacco contro l’Iran.
Trump ha disperatamente bisogno di una vittoria mediatica e probabilmente stanotte riavvierà una guerra che non sa come chiudere dopo esserci entrato. Ha proposto qualsiasi cosa agli iraniani, persino accordi oggettivamente problematici per gli Stati Uniti, ma non riesce ad ottenere un po’ di pubblicità.
Gli USA si sono israelizzati. Incapaci di vincere una guerra che sia una di quelle che avviano, sperano di ottenere visibilità imponendo una equazione in cui riavviano le operazioni militari quando non ce la fanno più a perdere, soprattutto ad uso e consumo interno.
Teheran sa che non si può continuare così e che non può consentire agli Stati Uniti di alternare attacchi a momenti di calma in base all’umore interno, facendo affidamento anche su risposte controllate.
La sensazione è che se oggi gli Stati Uniti decideranno di riavviare la guerra, l’Iran si muova per chiuderla definitivamente. L’idea di negoziare tra una bomba e l’altra è insostenibile. Consentire la libertà di attacco significa non avere deterrenza, per quanto tu possa comunque fare male al tuo nemico.
Il fatto che Trump rischi di riavviare la guerra ogni volta che non riesce a forzare la mano agli iraniani è indicativo della situazione complicata in cui si trovano gli Stati Uniti.
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