Dopo avere spiegato per due anni che non eravamo in guerra, la NATO ferma la farsa e chiama alle armi

Dopo avere spiegato per due anni che non eravamo in guerra, la NATO ferma la farsa e chiama alle armi

Per due anni la NATO si è nascosta dietro la bugia della sua non partecipazione alla guerra in Ucraina per nascondere le sue evidentissime tracce nel conflitto. Diceva, l’Alleanza, che era solo alleata dell’Ucraina e, come tale, poteva venderle le armi senza per questo essere parte del conflitto. La NATO non è parte della guerra, ripetevano tutti i paesi occidentali come se le persone fossero sceme. E come se i russi, i cinesi, gli iraniani, gli africani, tutti questi fossero scemi e non capissero che eravamo esattamente dove dovevamo essere, con la Russia in guerra e tutto l’Occidente che armava il suo nemico.

Su queste pagine si è sempre detto, da due anni, che la NATO sarebbe entrata in guerra con la Russia. Semplicemente, l’Alleanza non può permettersi di perdere questa guerra o si estinguerà, morirà di morte naturale, per inutilità. Invece il mantra dei media occidentali in questi anni è stato quello di escludere, anche in caso di successo – peraltro evidente – della Russia che i paesi occidentali sarebbero entrati a far parte del conflitto. La guerra, rassicuravano, è una cosa di quei selvaggi. Il nostro ruolo era solo di fornire armi.

In poche settimane l’intera narrativa è cambiata. Gli schiaccianti successi russi, del tutto prevedibili, e la crisi economica globale di tutto l’Occidente hanno reso impossibile attendere, soprattutto se si pensa che la sopravvivenza politica di molti protagonisti non è scontata, a partire da Biden che ha ben poche possibilità di restare presidente dopo Novembre.

Non è stato, come si pensa, Macron a cambiare la narrativa e ad iniziare a parlare apertamente di un conflitto diretto. Questo ragionamento viene da lontano, viene dall’idea che gli USA hanno lanciato che i paesi europei siglassero accordi bilaterali con l’Ucraina che consentissero loro di portare uomini nel teatro di guerra. L’escalation è programmata ma ha richiesto un particolare importante: che l’Europa si considerasse ormai senza speranza, tanto da considerare la guerra migliore dell’alternativa. La svolta non è della Francia ma è il crollo verticale ed impossibile da arrestare della Germania, un paese che ormai è sull’orlo della catastrofe economica. Scholz e tutta la borghesia tedesca non hanno più niente da perdere e anche rimanere così li condanna. Non è un caso se le parole più bellicose arrivino da Berlino in cui persino la Ministra dell’Educazione ha dichiarato che “i bambini tedeschi devono essere preparati alla guerra per migliorare la nostra resistenza” suggerendo di iniziare corsi di “difesa civile” nelle scuole.

German children ‘should be prepared for war’
German schoolchildren should be prepared for war to “strengthen our resilience”, the country’s education minister has said as tensions with Russia continue to soar.
www.yahoo.com

Il crollo tedesco è ormai impossibile da arrestare perché la Germania si è fatta convincere a fare tutto quello che l’avrebbe danneggiata, a tutti i livelli, ed oggi fronteggia un dramma generalizzato, politico, sociale ma soprattutto economico. La Die Welt ci ricorda che per la prima volta decenni le nuove pensioni accordate gli anziani tedeschi saranno inferiori ai 1.100 € al mese:

Chi legge questi post sa che qui non si è mai creduto alla svolta militarista di Macron, con la Francia che – seppur colpita anche lei – vede benissimo il crollo catastrofico della Germania. Macron continua a fare un doppio ruolo: quello di aizzatore per stanare tutti coloro che vogliono una guerra aperta e poi quello di mediatore. Se da un lato ripete parole bellicose, il minuto dopo propone accordi. Da un lato parla di guerra diretta, dall’altro dice che la Francia non guiderà mai l’escalation e che non può combattere un conflitto ad alta intensità. Se da un lato parla di “nessuna linea rossa per la Francia”, dall’altro propone un cessate il fuoco durante le Olimpiadi.

Non sarà Macron a causare la guerra con la NATO, sebbene sia quello che più ne parla: questa guerra è inevitabile e non può essere evitata. Come ricordavano i generali NATO, se l’Alleanza non sarà in grado di entrare in guerra contro la Russia semplicemente si scioglierà.

Ma quello che c’è ormai in gioco ce lo ricorda Slovo, la pubblicazione di affari esteri slovacca, che afferma che “grazie alle ‘cure’ della NATO è ormai certo che l’Ucraina scomparirà” e che mentre la NATO si prepara a celebrarne il funerale, l’Unione Europa farebbe meglio a “riservare [per se stessa] un posto nel cimitero”. Anche l’invio di missili a lunga gittata non impedirà alla Russia di raggiungere i suoi obbiettivi ma completerà la distruzione dell’Ucraina. E, dice Slovo, se l’Unione Europea consentirà alla NATO e gli USA, dopo il conflitto, di impostare i nuovi rapporti tra UE e Russia come la preparazione della “battaglia finale”, l’Unione Europea non sopravviverà all’aggravarsi dei rapporti politici e soprattutto economici con la Russia.

La sensazione è che Macron sia accelerando perché la NATO non è pronta e non potrà seguire una escalation troppo ravvicinata ma è anche possibile che il presidente francese si sia convinto di due cose e cioè da un lato che se Biden perdesse le elezioni, il supporto USA potrebbe mancare e l’Europa si potrebbe ritrovare in una situazione di stallo totale e distruttivo, incapace di ricostruire le relazioni economiche con la Russia per ottenere le materie prime di cui ha disperato bisogno; in secondo luogo, la NATO potrebbe essersi convinta che, accelerando in questo momento possa arrivare ad un conflitto con la Russia che sia solo convenzionale, batterla o almeno metterla in difficoltà, costringendola ad accettare un compromesso che innanzitutto ne fermi l’avanzata verso Ovest. Il tutto senza che Mosca ritenga di dover pensare ad una difesa nucleare, cioè senza mettere a rischio al sopravvivenza della Russia stessa. L’obbiettivo, adesso, è solo fermarla.

Con quali uomini la NATO spera di combattere questa e forse la prossima guerra non è interamente chiaro se, come ci spiega Politico, proprio nel momento in cui la probabilità della guerra sale gli eserciti europei vedono una fuga precipitosa dei propri soldati.

“I soldati europei continuano ad abbandonare [l’esercito] proprio quando la NATO ne avrebbe più bisogno” e i governi nazionali devono valutare la reintroduzione della leva obbligatoria o il servizio nazionale. “Per Parigi” dice ad esempio Politico, “il problema non è più reclutare nuovi soldati quanto tenersi quelli attuali”.

Del resto, il motivo non è certo misterioso e ce lo ricorda l’ex-generale e Capo di Stato Maggiore polacco, Raimund Andrzejczak, che alla televisione polacca PolSat ha detto che “le perdite dell’esercito ucraino si contano in milioni, non in centinaia di migliaia. Non ci sono più riserve, nessun con cui combattere. L’Ucraina ha perso la guerra.”

A questa situazione drammatica, ed a un centimetro dalla guerra, si è arrivati del resto a causa dell’apatia dei lavoratori occidentali che si sono fatti convincere per due anni che la guerra fosse una cosa lontana, che non li riguardasse, e che loro stavano davvero solo inviando armi. Questo ha convinto la borghesia occidentale di poter gradualmente alzare il tiro, spingendo piano piano le proprie popolazioni verso la guerra in modo progressivo fino a farli ritrovare in guerra quasi per sbaglio.

I lavoratori occidentali hanno sottovalutato il pericolo e non hanno, sin da subito, creato un sbarramento ideologico o morale verso la guerra, restando apatici se non addirittura a favore dell’aggravamento della situazione con la Russia, sedotti – come sempre, del resto – dalla propaganda di una facile vittoria. Si ritrovano invischiati ora in una guerra vera, molto vicina e terribile e a questo punto non hanno più la forza di opporre alcun rifiuto. Si sono illusi per mesi di poter “votare via la guerra”, che avrebbero potuto semplicemente cambiare governo se quest’ultimo si fosse avvicinato troppo a fare cose non gradite. Che errore!

Evitare la guerra ora sarà durissimo se non impossibile e non basterà votare per quello o quell’altro. Ora per evitare la guerra servirà il sovvertimento dello status quo sociale, serviranno durissime iniziative popolari e decisioni importanti.

Il sonnellino posto-covid19 che le società occidentali hanno fatto costerà carissimo.

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