In Serbia Vucic perde dopo aver ceduto all’Occidente. Il nuovo governo non è filo UE

In Serbia Vucic perde dopo aver ceduto all’Occidente. Il nuovo governo non è filo UE

Aleksandr Vucic ed il suo partito progressista ha perso ieri le elezioni in Serbia. La vittoria del famoso Partito degli Studenti viene presentata in Occidente come una vittoria dei movimenti filo-UE ma la realtà è completamente diversa. Vucic ha perso le elezioni dopo aver aperto il paese alla NATO ed a Israele, spinto dalla guerra economica UE e dall’impossibilità di condurre proficui affari, una posizione non dissimile da quella dei businessmen iraniani che vorrebbero convincere il loro governo ad accettare qualsiasi accordo che possa portarli a condurre proficui traffici con gli occidentali.

Negli ultimi mesi Vucic aveva ceduto alla NATO ed alla UE, aprendo il paese ai loro traffici pur rifiutandosi formalmente di imporre “sanzioni” ai russi. Aveva iniziato a vendere armi ad Israele in modo che i governi europei potessero far finta di avere sospeso i loro loschi affari con Tel Aviv, aveva accettato sottobanco di inviare armi in Ucraina ed aveva iniziato a produrre, insieme con gli israeliani, droni per l’Ucraina e per Tel Aviv stessa.

Vucic aveva inoltre ceduto sul litio, accettando di soprassedere a tutte le considerazioni ambientaliste per garantire alla Germania l’estrazione del litio di cui ha disperatamente bisogno per il suo comparto batterie dopo avere perso il litio che voleva estrarre in Ucraina.

Nel contempo, gli studenti sono riusciti a rifiutare il bacio della morta della UE. Si pensa al Partito degli Studenti come un partito di ragazzi ma non è così. È qualcosa di più vicino ad una specie di Movimento 5 Stelle, con dentro persino il Governatore della Banca Centrale serba, cardiochirurghi di professione e così via. La UE cerca di intestarsi la vittoria ma la realtà è molto diversa.

Un partito filo-UE in Serbia c’era ed ha ricevuto esattamente zero seggi. Questo dovrebbe già essere esplicativo. Il governo che ha vinto le elezioni ha un programma piuttosto chiaro e non è filo UE. Le sue posizioni:

  • il Kossovo è Serbia. Una posizione che non fa piacere all’Europa che solo attraverso una cessione di sovranità ufficiale di Belgrado può risolvere la questione Kossovo. Non esiste alcuna legge internazionale che consenta a Bruxelles di creare uno stato indipendente in Kossovo e il suo status legale è incerto e difficile. Se la Serbia però non lo rivendicasse e cambiasse posizione Bruxelles potrebbe avere il suo Iraq, un territorio che è diventato il centro del traffico di armi e di droga a livello internazionale. Il nuovo governo è però chiaro su questo;
  • nessuna adesione alla NATO senza referendum popolare. Altra posizione che non piace all’Unione Europea che sa che lo perderebbe;
  • una modesta apertura alla collaborazione con la UE ma senza impiccarsi per l’adesione, comunque da sottoporre a referendum;
  • nessuna marcia indietro sulla Russia: il nuovo governo non romperà i rapporti con Mosca né imporrà sanzioni alla Russia;
  • il movimento studentesco ha rivendicazioni anti-corruzione ma anche anti-establishment, come libri gratuiti per gli studenti e la riduzione dei prezzi dei farmaci.

La realtà serba è quindi molto diversa da come viene presentata. La UE vorrebbe intestarsi la vittoria ma il verso partito che stava cedendo su tutto, inclusa l’adesione incondizionata e senza referendum all’Unione stessa, era proprio quello di Vucic che ha appena perso le elezioni. Gli altri partiti europeisti non sono andati meglio.